Lea non ha mai posseduto un salvadanaio. Non da bimba, nemmeno da ragazza. Non che rifiutasse il risparmio, anzi. E’ sempre stata molto scrupolosa nella gestione del denaro, sia pure senza potersi definire parsimoniosa. Ma quella scatola di legno chiaro le è piaciuta subito. Piccola, lucida, con una minuscola chiave e la fessura sul coperchio; l’ha riposta in un cassetto, che un po’ si vergognava dell’acquisto. Così da qualche mese usa con regolarità il suo salvadanaio e non solo per alleggerire il portafogli dalle monete: infila ogni settimana qualche banconota di piccolo taglio, il resto di una spesa al supermercato, gli spiccioli di un guadagno. Non ha un progetto in mente, né un obiettivo di acquisto. Un fine settimana di relax? Un paio di scarpe modaiole?  Un salvagente per un’emergenza? Chissà. Però oggi non ha saputo trattenere la curiosità di una verifica. Ha cercato la chiave e aperto – e subito richiuso – la scatola. Il contenuto l’ha stupita e soddisfatta. Ora, un salvadanaio che si rispetti andrebbe frantumato al bisogno; forse dovrebbe pure avere la canonica forma di un rubicondo maialetto. Ma il suo è un salvadanaio speciale, una scatola dei desideri, più che altro. Forse anche Lea è un po’speciale. Sarebbe meglio che qualcuno glielo ricordasse, ogni tanto.

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