Lea non tenta la fortuna: non è attratta da giochi e lotterie e quindi, ovviamente, non vince. Mai, quasi mai. Qualche giorno fa, per puro caso, ha acquistato col resto ricevuto in tabaccheria, la cartolina di un gratta e vinci. L’ha ritrovata stamattina, frugando nella borsa e ha… grattato. Miracolo: ha vinto una sommetta interessante; davvero il colmo, per essere una prima volta. La tabaccheria era di strada ed è andata subito a riscuotere. Denaro vinto, denaro regalato. Che si fa? Si acquista qualcosa – da conservare come memoria – o si dona? Lea è combattuta. Non sempre si può permettere gesti generosi. Ma questa è un’occasione speciale, piovuta – per così dire – dal cielo, e il denaro è nelle sue mani, pronto per essere destinato. L’indecisione dura poco. C’è sempre un vecchietto sorridente al parcheggio del centro, che offre indicazioni agli automobilisti senza essere invadente. Gli si avvicina e gli porge qualche banconota arrotolata. L’uomo spalanca occhi e bocca e sorride, incredulo. Dice qualche parola che Lea non distingue nella fretta di allontanarsi. E’ soddisfatta: acquisterà comunque un piccolo dono speciale (un portachiavi magari, o un ciondolo)che le ricordi la giornata e l’evento; che le ricordi soprattutto l’emozione speciale che ha provato, donando.

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