I pomeriggi di luglio trascorsi in città, sono tutti da inventare. Lea ha ancora parecchi impegni professionali che riempiono le sue giornate, ma ha la possibilità di organizzare il suo tempo con grande autonomia. Unico lavoro ad orari fissi è quello in libreria, ma la occupa a giorni alterni. Riesce invece a gestire l’attività di traduttrice con la massima discrezionalità: nella stagione estiva lavora meglio la sera dopo cena o la mattina presto. Che fare nei lunghi pomeriggi assolati? Una volta sbrigate le incombenze quotidiane – che quelle, si sa, non mancano mai – occorre combattere il desiderio di soccombere alla pigrizia e sagomare il divano. Oggi ha collaudato una piscina che non aveva mai frequentato.  Da qualche anno Lea ha abbandonato il desiderio incontenibile di sole e abbronzatura che la affliggeva da ragazza; all’epoca se ne stava stesa ad arrostire per ore ed ore, senza sforzo o fatica; beata. Adesso cura con più attenzione la pelle del viso – bisogna correre ai ripari prima che sia troppo tardi – e in ogni caso non subisce più come un tempo, il fascino della tintarella ad ogni costo. Oggi, quindi, si scrive piscina ma si legge ombrellone, occhiale da sole, enigmistica, libro – kindle, ad essere onesti  – bibita fresca, frutta; solo ogni tanto, una nuotata e una sosta al sole.  E il pomeriggio… è volato.

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