Lea ha sempre pensato al volontariato come a una nobile attività. Aiutare gli altri, regalare il proprio tempo, offrirsi.  Tuttavia non le è mai capitata l’occasione di proporsi; o meglio, mai l’ha cercata. Il lavoro, gli impegni, le passioni, già divorano il suo quotidiano. Quando e come occuparsi del prossimo? E’ proprio vero che le cose capitano, accadono, si realizzano, nei modi più impensati e casuali. Nel palazzo in cui abita, a piano terra, c’è un’anziana  signora ; un’arzilla donnina molto simile alle nonne descritte nei libri di fiabe. Vive sola e ha sempre badato a se stessa senza problemi. Qualche settimana fa però un incidente domestico le ha messo fuori uso una caviglia e il medico le ha imposto il riposo forzato.  Così Lea – che per caso lo ha saputo – ha preso l’abitudine di offrirsi per qualche commissione, di portarle una rivista o una fetta di torta.  E’ nata una strana amicizia mai andata oltre la porta di casa. Prima di salire al suo alloggio, Lea suona e consegna: un sacchetto, un giornale, un sorriso. Non ha ancora accettato l’invito ad entrare e fermarsi per una tazza di tè ma sa perfettamente che è solo una questione di tempo.  Lea è contenta: chi dà e chi riceve non è così scontato come sembra.

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