Oggi, shopping. Lea ha da qualche giorno un chiodo fisso: deve acquistare un nuovo giubbotto primaverile. Lo vuole blu, leggero, impermeabile, adatto alla città ma non solo. Nella mente ha ben chiaro il modello e i dettagli. Impossibile ipotizzare che materialmente non esista. Impossibile. Comincia con i negozi di abbigliamento che di solito frequenta. Poi passa ai grandi magazzini; entra ovunque. Nulla, nessun capo che risponda ai suoi desiderata è vendita. Il desiderio di acquisto diventa compulsivo: ha deciso che non può fare a meno di quel giubbotto, proprio di quello che ha in mente, preciso, identico. Non scenderà a compromessi. Tenta nei negozi che vendono abbigliamento per ragazzi, poi si concede una visita ad un paio di boutique. Ancora niente. Lea si sta innervosendo e non è da lei. Pensava fosse un acquisto facile; dopotutto è un capo nemmeno originale, sia per il colore, sia per il modello. A testa bassa s’infila in un punto vendita di articoli sportivi. Eccolo, finalmente! E’ un po’ più caro di quel che si aspettava di spendere e ha il cappuccio, particolare non contemplato nel suo bozzetto mentale. Ma una concessione andrà pur fatta. Rilassata, soddisfatta, rientra con l’agognato acquisto. E – soltanto ora – s’interroga dubbiosa e sconcertata sull’eventualità di non averne  assolutamente bisogno.

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