Da parecchio Lea non trascorreva del tempo con la sua ragazza. Firenze è vicina ma lontana nello stesso tempo. E poi la scuola, il lavoro durante il periodo estivo per raggranellare qualcosa, le vacanze mordi e fuggi con il ragazzo o le amiche, hanno consumato le occasioni per stare insieme. L’improvvisata del fine settimana l’ha colta di sorpresa e illuminata. Adesso che è qui con lei e ne assapora la presenza, ancor più percepisce quanto la lontananza sia dolorosa anche se inevitabile. I figli crescono, diventano – per fortuna – sempre più indipendenti e maturi ma lasciano un vuoto comunque profondo. Durante queste ore hanno chiacchierato di mille argomenti – quasi amiche fra loro – e si sono regalate a vicenda. Aneddoti, successi e delusioni, patemi d’animo e progetti: Lea non si stanca di ascoltarla, si nutre della sua esuberanza e del suo entusiasmo. Si riconosce nel suo sorriso e nello sguardo acceso, vivace. Dopotutto non sono così diverse fra loro, che anche lei ha ancora sogni colorati nel cassetto e giornate intense da condividere. Poi, quando la voce della giovane donna che è accanto a lei si fa più profonda e intensa nel descrivere sentimenti ed emozioni, non si trattiene dall’abbracciarla. In fondo è pur sempre la sua bambina; quindi, che male c’è?

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