Fine mese problematico. Lea è a corto di quattrini. Nessuna follia, nessuno sperpero irragionevole: l’installazione delle termo-valvole, obbligatorie per legge – ma quanti termosifoni ha?! – ha sferrato il colpo di grazia al fondo spese straordinarie e le uscite correnti sono state maggiori del solito, nemmeno si spiega come. Forse è stato il rientro dei ragazzi per due settimane – che ha comportato un importante implemento delle provviste in dispensa – forse qualche ristorante di troppo; di fatto, le disponibilità si stanno esaurendo e Lea proprio non vorrebbe intaccare i suoi risparmi. Poche volte le era capitato di non prendere sonno pensando al denaro, argomento che in genere poco considera. Tuttavia questa volta è preoccupata. Non ha mai chiesto un anticipo alle case editrici con le quali collabora, né in libreria dove lavora part – time, ma c’è sempre una prima volta. Si è tormentata tutta la notte e alla fine ha deciso che no, non chiederà nulla a nessuno. Intaccherà i suoi risparmi, quel piccolo fondo racimolato per gestire le emergenze e il futuro: questa è, di fatto, un’emergenza e prima di affrontare il futuro occorre gestire il presente. Si sente più serena, ora che ha preso una decisione. E poi, che sarà mai. Il fine mese è vicino e gli emolumenti da incassare, prossimi. Reintegrerà i suoi risparmi al più presto. Parola.

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