Agosto è un mese di transizione. Nel mio immaginario non significa solo vacanza (anzi, per me fanno più estate giugno e luglio) ma anche sentiero verso settembre, cammino per progettare un nuovo anno. Non ho infatti mai perso l’abitudine di cadenzare l’anno sui ritmi scolastici. Per me inizia a settembre e termina a fine maggio. Giugno e luglio, vacanza; agosto mese neutro di preparazione, progetti, elenchi, sfide, sogni. Forse in questo gioco mi ha aiutato il trascorrere buona parte del mese in montagna che associo da sempre al letargo. Al mare ci si muove e diverte, in alta quota si riposa e si pensa, si legge, si scrive. Così, anno dopo anno, mi sono ritrovata alla fine di agosto carica di progetti e aspettative.  Riposata il giusto per avere poi la forza di concretizzare. Annoiata il giusto per averne necessità. Entusiasta il giusto per non vedere l’ora.

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