Ferite s’aprono in fiori di carta
e un valzer lento accarezza le onde.
Il ghiaccio sbava e infrange la carena,
dilaga, muove, alza una mano al cielo,
si aggrappa all’orizzonte, invoca aiuto.

Poi, mite si concede, lascia che sia.
Scivola verso l’oceano il nostro
inconsapevole destino: vince
ancora l’azzurro. E’ musica, è un refrain,
è una fetta infinita di tarte tatin.

Ancora, infine, è silenzio sul mare.

 

Alda Invernizzi 

 

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