Fa freddo, molto freddo, freddissimo. La stagione invernale – che aveva regalato finora temperature miti, quasi tiepide – è esplosa in tutto il suo fragore. Sarà che non è più abituata alla colonnina sotto lo zero, sarà che il sole sempre presente la inganna e confonde, ma Lea è intirizzita e cammina a testa bassa lungo il viale. A nulla le serve imbacuccarsi a dovere, bardarsi di sciarpa, cappello e guanti, vestire a strati ai limiti dell’impossibile. Ha sempre, comunque, freddo. Anche a casa ha alzato il livello dei caloriferi al massimo, estratto maglioni pesanti e pantofole imbottite, recuperato copertine e scialli, ma non basta. Comincia a credere che la termoregolazione del suo corpo abbia qualche improvviso problema.  Le piacerebbe, in questi giorni, avere un alloggio minuscolo e un camino enorme. La sera, dopo cena, accende candele profumate e bastoncini d’incenso perché le pare emanino, insieme al profumo, note di calore. Beve tisane, latte caldo e miele, cioccolate bollenti. E progetta inverni futuri in luoghi lontani, isole tropicali, paesi esotici assolati e caldissimi. Domani forse nevicherà anche: ecco l’apoteosi dell’inverno. Lea, donna estiva per eccellenza, proprio non riesce a cogliere il lato romantico della neve in città, con i disagi, il traffico paralizzato, il rischio di cadute. Ci vuole pazienza, tanta pazienza. Unica consolazione: le pare che le giornate si siano già allungate un poco. Sarà vero?

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